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10.10.2009

8// M.O.: Da Betlemme la marcia degli italiani per la pace

di Agenzia Italia

 

Betlemme , 10 ottobre- Un'occasione per vedere, ascoltare e capire oltre i luoghi comuni e i pregiudizi. Un viaggio per andare incontro ai palestinesi e agli israeliani, ascoltare le voci dei due popoli e promuovere il dialogo con tutti. E' il proposito del progetto che va sotto il nome di "Time for Responsability" - E' tempo di assumersi le proprie responsabilita'- iniziato oggi a Betlemme e organizzato dal Coordinamento nazionale degli Enti locali per la Pace e i Diritti umani, la Piattaforma delle ong italiane per il Medio Oriente e la Tavola della Pace.
  Una settimana di incontri con sindaci e amministratori locali e semplici cittadini, una marcia che tocchera' Haifa, Hebron, Tel Aviv, Jenin, Sderot, Gaza, Miseav-Sachnin, Nazareth, Birzeit, Jaffa, Nablus e Gerusalemme. E' la "Perugia-Assisi" - la storica marcia per la pace che fu ideata da Aldo Capitini, uno dei grandi teorici italiani della non violenza - che si e' trasferita nella Citta' Santa, nella citta' piu' contesa del mondo, dove si incrociano le tre gradi religioni monoteistiche.
  "Per giungere alla pace in Medio Oriente e' ora che loro e noi tutti con loro ci assumiamo le proprie responsabilita'": e' un passo del discorso pronunciato il 4 giugno scorso a Il Cairo dal presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, e che oggi ha risonanze ancora piu' forti perche' sono di un premio Nobel per la Pace.
  I numeri di questa mobilitazione tutta italiana: 401 partecipanti, 127 citta', 96 giovani, 84 amministratori locali, 49 Comuni, Province e Regioni, 176 esponenti di associazioni, un liceo classico di Verona, una squadra di calcio, allievi dell'Umbria e 174 semplici cittadini. "Siamo realisti", ha sottolineato Flavio Lotti, coordinatore della Tavola della Pace, poco prima di incontrare il sindaco di Betlemme, Victor Batarse, "Stiamo bruciando le ultime carte per chiudere in modo pacifico un conflitto, quello israelo-palestinese, che in sessant'anni ne ha generati molti altri. Israeliani e palestinesi non possono farcela senza l'aiuto della comunita' internazionale e, soprattutto, dell'Europa".
  Questa missione italiana coincide con un momento delicato sotto il profilo diplomatico: l'iniziativa americana condotta dall'inviato speciale di Obama, George Mitchell, incontra moltissime difficolta' e non registra grandi passi in avanti, soprattutto nei colloqui con il premier israeliano Benjamin Netanyahu. E il dossier Goldstone sui crimini di guerra commessi a Gaza sia da Israele sia dagli integralisti palestinesi di Hamas complica ulteriormente il quadro.

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