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17.10.2009

57// Alcolismo e droghe nei Territori

di Carlo Gnetti

 

Uno degli aspetti meno conosciuti della realtà palestinese è la diffusione delle droghe e dell'alcolismo tra i giovani e nella popolazione adulta, specie femminile. Ce ne parla Diala Husseini, direttrice del centro sociale e scuola materna La Torrre del Fenicottero, che incontriamo durante la Marcia per la pace che ha luogo in questi giorni in Israele e nei territori occupati. Il centro sorge nel cuore dell'area musulmana di Gerusalemme est ed è oggetto di un contenzioso con le autorità israeliane che hanno dichiarato l'area di interesse archeologico (uno dei pretesti utilizzati per sottrarre abitazioni ed edifici della città vecchia ai palestinesi) e da tempo ne minacciano l'esistenza. Diala ci discrive le difficoltà che si sono create per molte famiglie dopo la costruzione del muro di separazione tra le zone abitate dai palestinesi e Israele. Molti bambini e insegnanti che abitano al di là del muro sono costretti ad alzarsi alle 4 del mattino per arrivare in orario, attraversando a piedi i check point. Quando arrivano a scuola sono già stanchi. Alcuni di loro assumono eccitanti per restare svegli durante il giorno e poi tranquillanti alla sera per potersi addormentare. "Molte donne poi - spiega la Hussieni - si drogano senza esserne consapevoli, arrivando ad assumere quotidianamente fino a 90 dosi di medicinali di vario tipo, tranquillanti, aspirine, antidolorifici, ecc, che hanno effetti collaterali micidiali".
Questo è solo un aspetto, quello "legale", dell'assunzione di droghe. C'è poi da considerare il consumo delle droghe vere e prorpie (cocaina, eroina, crack e altro) che complessivamente riguarda in misura grave e irreversibile 6-7000 persone nella sola Gerusalemme Est. Ma la platea di consumatoiri occasionali è molto più ampia e arriva a coinvolgere 18 mila persone, di cui una parte è costituita da bambini da 11 anni in su. Tra le droghe va annoverato l'alcol, che è oggetto di un poderoso traffico illecito a dispetto di tutte le convinzioni e proibizioni religiose. "Tutto ciò - aggiunge la Husseieni - avviene sotto gli occhi indifferenti della polizia e dell'esercito israeliano, che non effettuano controlli né sugli spacciatori che trafficano nelle strade né sulle farmacie che vendono farmaci senza ricetta". Anche così, del resto, si distrugge un popolo.

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