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15.10.2009

54// M.O.: Marcia pace da Hamas, scegliete la nonviolenza

di Agenzia Italia

 

Gaza, 15 ott. – La ‘marcia dei Quattrocento’ italiani in Israele e nei territori palestinesi per rilanciare il processo di pace e’ arrivata oggi con una delegazione a Gaza e, inaspettatamente, e’ stata ricevuta dal vice ministro degli Esteri del governo di Hamas, Hamad Jusuf. Ed e’ stato Flavio Lotti, coordinatore della Tavola della Pace, a spiegare il significato di questa missione, per sgombrare il campo da qualsiasi possibile equivoco. La società civile, ha detto, vuole l’unita’ del popolo palestinese, la pace tra Israele e i palestinesi, e che tutti facciano la scelta di fondo del dialogo senza preclusioni e della non violenza. “Subito dopo l’operazione israeliana ‘Piombo fuso’ a Gaza”, ha spiegato al vice ministro degli Esteri, “abbiamo fatto di tutto per venire subito qui ma non ci siamo riusciti. Questa volta siamo arrivati con 450 persone in rappresentanza di vasti settori della società italiana. Ci tenevamo, perché alcuni di noi sono impegnati in progetti in Palestina che non si sono mai fermati e continuano ad andare avanti. Allo stesso tempo sappiamo che e’ fondamentale risolvere il problema di fondo”. Quindi Lotti ha puntualizzato che non si tratta di un’indebita apertura di credito. “Conosciamo le restrizioni poste dall’Europa ai contatti con il governo di Hamas”, ha detto, “ma noi crediamo nel dialogo e il dialogo ha un senso soltanto se e’ con tutti. E’ il primo messaggio che abbiamo voluto portare. Noi in Europa stiamo cercando di spingere i nostri governi a essere aperti a un dialogo con tutti gli attori di questa regione: con gli israeliani, con i palestinesi e anche il mondo arabo. Crediamo anche che l’unità del popolo palestinese sia essenziale per la pace e insistiamo fino all’esaurimento affinché alla fine si raggiunga un’unità autentica a livello politico e sociale per il bene del popolo palestinese, perché crediamo che questo sia l’unico modo per uscire da questa lunga tragedia. Il bilancio di questi venti anni di negoziato non e’ stato positivo e questo significa che qualcosa deve essere cambiato. Ma deve essere fatta una scelta di fondo che e’ essenziale: una scelta di nonviolenza. Ci rendiamo conto che a volte puo’ essere difficile, che sul breve periodo può sembrare uno strumento non efficace, ma sul lungo periodo e’ l’unico che paghi. Sappiamo che questa scelta non e’ nelle mani di uno solo, ma di molte persone. Non abbiamo intenzione di accusare nessuno, ma abbiamo visto molte ingiustizie, molta sofferenza e a tutto questo dobbiamo dire di no”.

 

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