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12.10.2009

14// M.O.: Fayyad, noi giĆ  costruiamo lo stato palestinese

di Agenzia Italia

 

(AGI) - Ramallah, 11 ott. - Il governo palestinese del primo ministro Salam Fayyad “non aspettera' la fine del negoziato con Israele per costruire lo Stato della Palestina”, ma sta gia' lavorando a una piattaforma che sara' attuata entro il 2011”. Lo ha detto il premier che a Ramallah questa sera ha incontrato una delegazione dei partecipanti alla marcia della pace: un'azione di diplomazia parallela tutta delle societa' civile italiana, sotto l'egida del Coordinamento degli Enti locali per la Pace, le Ong italiane e la Tavola della pace.

“Tutti devono poter dire che i palestinesi hanno fatto la loro parte”, ha detto Fayyad proprio quando l'azione diplomatica statunitense per riannodare il negoziato israelo-palestinese non ha fatto registrare alcun passo in avanti e la spaccatura tra i moderati di Fatah, che governano da Ramallah su una Cisgiordania sotto occupazione israeliana, e i radicali di Hamas che hanno preso la Striscia di Gaza, si e' confermata in tutta la sua drammaticita' ancora in queste ore con la notizia del rinvio a data da destinarsi dell'accordo di riconciliazione nazionale tra i due partiti politici.

“Il nostro Paese deve essere riunificato”, ha insistito il primo ministro, ma nel fa rattempo l'Autorita' nazionale deve dare un segnale forte ai palestinesi. “Abbiamo il diritto di lavorare per fare sviluppare a nostra terra e lo Stato della Palestina e lo faremo con determinazione”, ha detto, “Dobbiamo arrivare preparati all'appuntamento e con uno Stato che funziona. E' questa la migliore risposta alle avversita' create dall'occupazione israeliana. L'Anp deve essere piu' efficiente, deve essere in grado di erogare servizi migliori in tutti i settori. Gia' esistono ambiti dell'amministrazione pubblica ad altissimo livello”

Poi Fayyad ha rivolto l'ennesimo appello all'Unione europea a svolgere un ruolo politico piu' incisivo anche nei confronti degli israeliani che, ha detto, “continuano a violare il diritto internazionale ostinandosi a non voler congelare gli insediamenti sulla terra di Palestina”. Anche i mediatori del 'Quarttto di Madrid' “devono chiedersi che cosa non funziona nell'azione della comunita' internazionale, visto che dagli accordi di Oslo sull'autonomia ai palestinesi, sedici anni fa, non si e' ancora arrivati alla soluzione del conflitto israelo-palestinese”. Ma Fayyad riconosce che anche i palestinesi hanno fatto molti errori. “Abbiamo perso molto tempo. Invece dobbiamo agire subito nella politica e avere maggiore attenzione su cio' che accade sul territorio, sulle sofferenze e le difficolta' del nostro popolo”, ha affermato, “Stiamo quindi lavorando a dare identita' allo Stato palestinese, perche' elemento centrale in tutti i settori, compreso quello della sicurezza”.

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